La Storia

La Storia della Cooperativa

 

 C.A.S.A. MESOLA è nata nel 1964, in esecuzione della delibera n. 53/063 dell'Ente per la Colonizzazione del Delta Padano che favoriva la fusione di cooperative con finalità comuni, ma operanti in ambiti territoriali troppo ristretti per conseguire una efficace azione di programmazione.

Le cooperative erano nate in attuazione degli articoli 22 e 23 della legge 12 maggio 1950, n. 230, che promuoveva la costituzione di cooperative di assistenza e servizi fra gli assegnatari di terreni.

L'esperienza acquisita nel primo decennio di vita, accompagnata dalle nuove esigenze manifestatesi nel settore agricolo, fece maturare, sia tra gli assegnatari sia nello stesso Ente Delta Padano, la necessità di una riorganizzazione dell'attività delle cooperative in modo da poter operare su un'area di più ampia portata e consentire, nel contempo, una riduzione degli oneri di carattere generale.

La fusione avvenne il 16 settembre 1964,(2) con atto del notaio Vincenzo Lucci, con l'intendimento di "effettuare a favore dei soci la gestione dei servizi comuni e di tutto ciò che era previsto dall'articolo 3 dello Statuto Sociale", rispondente alle finalità assegnate alle cooperative dalla legge istitutiva.

Senza voler ripercorrere la storia sociale ed economica del territorio su cui oggi opera C.A.S.A. MESOLA ritengo indispensabile ricordare, per non dimenticare, le condizioni in cui operarono i nostri predecessori, i fondatori della cooperativa, per avere sempre presente il cammino percorso in 40 anni di cooperazione, prima come C.A.S.A. VALLONA e C.A.S.A. BOSCO poi come C.A.S.A. MESOLA.

 


I primi cooperatori si trovarono a lavorare in condizioni difficili: bassa scolarità, condizioni igienico sanitarie insufficienti e soprattutto una precarietà economico-sociale a cui la Riforma Agraria, con assegnazioni medie di 7 ettari di terreno, aveva dato risposte parziali.

Il processo migratorio della fine degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta in direzione dei centri industriali del Nord, che portò all'abbandono di molti terreni, e le integrazioni aziendali avvenute con la bonifica di Valle Giralda, consentirono un allargamento della maglia poderale favorevole a quanti erano rimasti sui terreni. L'obbligo per gli assegnatari, pena l'estromissione dal fondo, era di far parte di una cooperativa di assistenza e servizi agricoli. Questo favorì la nascita di cooperative su tutto il territorio interessato dalla Riforma Agraria, ma finì, però, col rendere la cooperativa uno strumento poco efficace: basti ricordare che pure se esistevano obblighi di conferimento nei confronti della cooperativa, il più delle volte non erano rispettati.

 CA.S.A. MESOLA divenne uno strumento utile, e insostituibile, nella conduzione delle aziende dei soci quando, a partire dai primi anni Settanta, il gruppo dirigente si pose l'obiettivo di passare dalla cooperazione coatta alla cooperazione volontaria, di vincolare l'attività produttiva dei soci a precisi piani colturali, di regolare la contrattazione e la vendita collettiva dei prodotti, di rendere la cooperativa autonoma da tutele che non avevano più ragione d'essere.

Tali finalità, unitamente all'aumento della quota sociale, all'autofinanziamento e alla liquidazione ai soci del 90% del prodotto conferito annualmente, rinviando la liquidazione del restante 10% ad approvazione del bilancio, determinarono una disponibilità finanziaria che permise alla cooperativa, nell'interesse dei soci, di muoversi sul mercato al pari di un'azienda privata e secondo le diverse situazioni che venivano a presentarsi.

Gli obiettivi che si pose il gruppo dirigente in quegli anni rispondevano all'esigenza di trasformare una cooperativa nata in forza di un obbligo imposto dalla normativa in una azienda moderna, efficiente e, soprattutto, efficace nel fornire agli associati ogni tipo di servizio utile alla conduzione dell'azienda agricola.

Furono anni difficili, che portarono a lacerazioni fra i soci della cooperativa e alla recessione di coloro che non intendevano conformarsi a scelte, e regole, che la cooperativa imponeva ai propri associati per salvaguardarne il reddito.

Si può concludere dicendo che C.A.S.A. MESOLA è il frutto della volontà, della passione e della tenacia dimostrata dai soci per affrontare uniti i mutamenti che ci sono stati e che ci ci saranno nel mondo agricolo

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